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design e cultura quotidiana

Secondo Tipoitalia

Esce in questi giorni il secondo numero della rivista Tipoitalia, l'unica al momento dedicata esclusivamente alla promozione della cultura del progetto tipografico in Italia. Un settore che sembra suscitare nel nostro paese un crescente interesse tra gli studenti e i designer e che pertanto dà speranza di una maggiore diffusione della conoscenza della tipografia. Abbiamo posto alcune domande a Claudio Rocha, type designer brasiliano e animatore del progetto Tipoitalia.

Com'è nata l'idea di una rivista dedicata espressamente alla tipografia in Italia?
Al mio arrivo in Italia nel 2007, mi entusiasmava l'idea di vivere qui e di avere modo di approfondire le mie ricerche sulla storia della scrittura e della tipografia. L'eredità culturale italiana è molto ricca, soprattutto in questi due ambiti. C'è ancora molto lavoro sia per la ricerca sia per la saggistica relative a questi temi; ma, oltre lo spazio dedicato alla tipografia italiana nella rivista Progetto Grafico di Aiap e ai titoli della collana Scrittura di Stampa Alternativa, non ho riscontrato altre pubblicazioni che sistematicamente si occupassero di queste cose.
Dunque, appena arrivato a Genova, ho parlato con la mia amica Simone Wolf di Typevents Europe circa la possibilità di animare una rivista internazionale sulla tipografia italiana. Simone ha accolto con favore la mia idea e si è subito messa in moto a creare i contatti tra le persone giuste che potessero aiutarci in questo progetto.
Grazie a un notevole gruppo di collaboratori, composto da studiosi, insegnanti e tipografi, il nostro progetto è stato portato alla luce. Ma è stato il prezioso sostegno di Tipoteca Italiana e Grafiche Antiga che l'ha fatto diventare realtà.

Lanciare una nuova rivista è sempre un'impresa epica. Pensi ci sia uno spazio, culturale ma anche economico, nel quale sviluppare la rivista? O, in altre parole, che risposta vi è stata alla nuova testata?
Ogni nuova impresa ha un suo tempo di maturazione, sia sotto il profilo editoriale che quello economico. Tipoitalia è una rivista semestrale, che è giunta appena al suo secondo numero. Quindi, forse è ancora troppo presto per tirare qualche somma. Tuttavia, il feedback dei lettori è già parecchio positivo. E questo per noi è un aspetto molto importante, anzi fondamentale.

Quali sono le similitudini e quali le differenze tra il progetto Tipoitalia e la tua precedente esperienza fatta con Tupigrafia?
Tupigrafia è una rivista nata per mostrare la scena tipografica internazionale ai brasiliani e allo stesso tempo per far vedere al mondo la cultura visiva e tipografica brasiliana. Tipoitalia, invece, è una rivista internazionale bilingue (italiano/inglese) che parla soltanto dell'universo italiano. Graficamente, il suo formato, più grande, la rende molto stimolante dal punto di vista dell'impaginazione, ma il fatto di essere bilingue la rende più complessa... Comunque, per entrambe, provo il medesimo piacere nel dare loro forma e mi diverto molto a giocare con i diversi caratteri.
A proposito di caratteri, come abbiamo scritto nella presentazione del Numero 2 di Tipoitalia, mi piace sottolineare che la composizione dei testi privilegia le font create da typedesigner italiani oppure caratteri basati sui modelli storici dell’Italia. Inoltre, abbiamo anche la partecipazione di alcuni giovani tipografi italiani, che gentilmente ci hanno concesso l’utilizzo delle loro font per comporre gli articoli di Tipoitalia.
Ciò che accomuna le due riviste è l’assenza di un progetto grafico predefinito, ovvero cambiamo la struttura della pagina e dei caratteri a ogni articolo. Visto che il nostro argomento è proprio il carattere, ci pare che non ci sia nulla di più azzeccato che sperimentare e adattare la composizione ai contenuti. Ah sì, anche la testata cambia a ogni numero, come in Tupigrafia...

Quali i temi che vorresti trattare sui prossimi numeri?
La quantità di argomenti a disposizione è pazzesca. Cerchiamo di bilanciare i temi, dando sempre spazio a un carattere classico e alla font di un type designer contemporaneo, insieme ad articoli sulla storia della scrittura, calligrafia, lettering, fonderie storiche, grafica editoriale, ecc. Ci sono anche articoli puramente “visivi”, che evocano la forza della tipografia come immagine.
Nel terzo numero in cantiere di Tipoitalia abbiamo come tema centrale i fregi e i caratteri combinabili. Tra l’altro, parleremo del carattere Pastonchi, dei lettering pubblicitari di Fortunato Depero e della iconografia di Giambattista Bodoni.
Nel Numero 4 vogliamo trattare le iscrizioni epigrafiche. E così via...

Come giudichi l'attuale situazione del type design e degli studi tipografici in Italia?
Sono molto lieto di essere qui in un momento così fertile per il type design in Italia. Sono stato piacevolmente coinvolto nelle ultime due edizioni del Corso di Alta formazione in Type Design, organizzato da Poli.design a Milano. E, da quanto ho potuto percepire proprio in questi incontri, soprattutto dal contatto con altre persone legate al type design e agli studi tipografici, ho la certezza di un bel futuro tipografico per l'Italia.

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Inserito da gianni sinni | 15.10.09 | (0) | A stampa | stampa |




 
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ISSN: 2036-2277
anno VII


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